Popolata fin dalla preistoria, nell'età del Neolitico,la regione fu occupata dai Piceni, una popolazione pre-Italica di probabili origni non Indo-Europee che si stanzio al sud del fiume Esino, finché non fu invaso dai Galli nel IV secolo D.C..
Precedentemente alleati con Roma, nel 268 D.C. i Romani sottomisero forzatamente i Piceni, e dopo, nel 207 D.C., quest'area divenne una base per importanti eventi nella Seconda guerra Punica.
Nel V Secolo,l'imperatore Augusto regno sul territorio, ma durante l'invasione barbarica e la dominazione Longobarda, essa fu divisa in varie proprietà che erano governate da conventi e vescovi. Sotto il dominio Franco, le varie proprietà furono assegnate allo stato della Chiesa, che promosse la costruzione di varie abbazie. 
Durante il medio evo la regione assunze partcolari caratteristiche e fu riconosciuta come Le 'Marche'. Il nome di Marca (che significa terra di bordo) fu usato per la prima volta per designare l'area di bordo dell'impero Romano (Marca di Camerino, di Fermo, di Ancona ).
Nel XI secolo Ancona si oppose a Venezia, e nel 1167, sostenuta da Federico Barbarossa. Nel 1357 le leggi furono unificate in tutto il territorio marchigiano con la Costituzione di Egidio, che rimase in forza fino al 1816, e nel XV secolo molte signorie furono formate: la famiglia Malatesta a Fano e Pesaro, i Montefeltro e i Della Rovere a Urbino, i Varano a Camerino e i Chiavelli a Fabriano.
Tra il 1443 e 1444, quasi tutta la regione finì sotto il dominio di Francesco Sforza, ma dalla seconda metà del XV secolo, la regione iniziò ad assoggettarsi alle regole della Chiesa. Nel 1444 Fabriano tornoò sotto la proprietà della Chiesa, a cui segui Jesi nel 1447, Macerata nel 1455, Ancona nel 1532, Camerino nel 1545, Fermo nel 1550, Urbino nel 1631 e, nello stesso modo, tutta la regione.
Il 19 Febbraio 1797, con il Trattato di Tolentino , Napoleone acquisì il diritto di occupare Ancona che, insieme con le altre terre delle Marche, divene parte della Repubblica Romana. 
Dopo il congresso di Vienna, questa regione tornò ancora una volta sotto il dominio della Chiesa, ma partecipò attivamente nelle rivolte del 1831, 1848 e 1859.
Di seguito alla vittoria di Piedmont a Castelfidardo nel 1860, il consenso generale permise alla regione di essere annessa al Regno di Sardegna e, nel 1861, al Regno d'Italia.